Esclusiva: nuova scoperta nel ‘blu vivente’ delle acque di Palinuro

Esclusiva: nuova scoperta nel ‘blu vivente’ delle acque di Palinuro

 di Flavio Pagano

Il Presunto innocente di oggi è la Martadoris Mediterranea (questo il suo nome scientifico) un minuscolo organismo subacqueo dal colore così acceso da essere soprannominato farfalla di mare. È un’estate magica per Palinuro, abituata da sempre a salire all’onore delle cronache, ma che quest’anno è davvero regina del Mediterraneo.

Set del documusical di successo “In principio era il Canto”, vincitore del prestigiosissimo Premio Earth Day, rilasciato dal Festival del cinema di Cefalù su diretta licenza di Earth Day International, di cui è interprete la grande Katia Ricciarelli (e di cui l’estensore di questa nota è autore); sede di uno dei cammini più belli del mondo, il Cammino di San Nilo; e benedetta da un mare dalla trasparenza cristallina e dall’inesauribile varietà di colori, Palinuro si distingue anche per la purezza di quelle acque e per la loro incredibile ricchezza, sia sul piano archeologico, che su quello – oggi di vitale importanza – della biodiversità.

Proprio a Capo Palinuro, infatti, promontorio appartenente al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni, i subacquei del Palinuro Sub Diving Center di Fabio Barbieri, specializzati in Biologia Marina e Speleologia Subacquea, preziose sentinelle dell’ambiente, hanno immortalato (v. foto di copertina), una rarissima specie di mollusco. Già apparsa timidamente in passato, sembrava essere scomparsa, invece si è fatta di nuovo vedere. E questo è un confortante indicatore per la salute dei nostri mari.

Si tratta di uno splendido organismo, appartenente ai nudibranchi, piccole creature che arrivano a misurare qualche centimetro, privi di conchiglia e che respirano attraverso un ciuffo branchiale o diverse appendici poste sul dorso, da cui il nome dell’Ordine al quale appartengono.

Questa specie non è assolutamente pericolosa per l’uomo, ed è stata segnalata solo pochissime volte in Italia. In Sicilia e in acque laziali, come riferiscono la dott.ssa Giulia Furfaro dell’Università del Salento e il dott. Egidio Trainito del Genoa Marine Centre Stazione Zoologica Anton Dohrn, che sono fra i massimi specialisti in questo campo.

Un ritrovamento che non può che farci un enorme piacere, perché testimonia l’importanza di un’attività subacquea scevra da istinti predatori e capace piuttosto di  monitorare l’ambiente: attività decisiva per il futuro dell’intero pianeta, specie in questa delicatissima congiuntura, in cui il riscaldamento globale, l’acidificazione delle acque e l’aumento di specie aliene, possono influenzare l’equilibrio dell’ecosistema e ridurre la biodiversità.

Grazie dunque al genovese Fabio Barbieri, professionista di grandissima esperienza e competenza, che ha operato in molti mari, dalle Maldive, a Portofino, a Palinuro. Proprio a Barbieri si deve tra l’altro anche la scoperta di alcune grotte di Capo Palinuro, e particolarmente importante è la sua attività di organizzatore e docente degli stage di Biologia Marina e Subacquea Scientifica per laureati e laureandi  che si tengono annualmente a Palinuro. Membro dell’AIOSS (Associazione Italiana Operatori Scientifici Subacquei), Barbieri collabora inoltre attivamente con prestigiose Università e Istituti di ricerca. Fra i suoi libri, ricordiamo “Speleologia marina” (1999), “Palinuro Sub – Guida alle immersioni” (2001), “Meraviglie del Mediterraneo” (1997/2001/2005), “Cavità sommerse” (2014).

Ma tutto questo sarebbe stato probabilmente impossibile se Palinuro non disponesse di un’ulteriore risorsa, anche questa assai rara, soprattutto, ahinoi, al Sud: un’amministrazione intraprendente, quale è quella guidata dal Sindaco Rosario Pirrone, innamorata del territorio che gestisce, votata al green, a un’espansione economica e turistica intelligente ed ecocompatibile, e coadiuvata dalla preziosa attività della locale Pro Loco, presieduta da Silvano Cerulli, anima di progetti di comunicazione e di valorizzazione del territorio di altissimo livello. 

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